La legge ufficiale ha un confine, ma la giustizia della Crew non si ferma mai. Ascolta il decimo capitolo di Judas the Gunner direttamente dal lettore qui sopra, oppure leggi il monologo narrativo completo qui sotto.
Dopo dodici anni di assenza dal mio paese d'origine... fuggito all'età di sedici anni perché accusato ingiustamente di un reato che non avevo mai commesso... ho deciso di ritornare verso casa. Volevo rivedere la mia sorellina Jessica. Allora aveva solo sei anni... e le ero molto affezionato.
Insieme alle mie due pard... Roxy Colt e Jenna... due donne toste... quanto belle e letali... ci siamo incamminati a cavallo sulla pista per Tulsa per raggiungere Saint Ulderico. Durante il percorso siamo intervenuti per aiutare una ragazza... unica sopravvissuta alla razzia della sua fattoria nella pianura sottostante agli altipiani di Mineral Springs... dove avevano trovato la morte i suoi anziani genitori per mano di una banda di disertori e delinquenti sudisti.
Dopo aver soccorso la sventurata giovane e dato sepoltura ai corpi della coppia di sventurati anziani... abbiamo portato la ragazza nella vicina città di Nashville... in Kansas... per affidarla alle cure di un medico e informare le autorità locali dell'accaduto. Il marshal locale e i suoi uomini hanno lasciato il paese per unirsi alla caccia ai desperados... ma ai confini con l'Oklahoma sono stati costretti ad abbandonare la pista per non lasciare la loro cittadina senza difese.
Noi abbiamo continuato la caccia da soli... riuscendo a catturare e a eliminare l'intera banda nel deserto di Rat Bone. Terminata la missione e consegnati i corpi allo sceriffo di Tombstone... ho inviato un telegramma al marshal di Nashville per informarlo del successo. Dopo una pausa... il nostro trio ha ripreso la marcia... raggiungendo finalmente Saint Ulderico.
Sono giunto verso la fattoria dei Mazzer... che si trova proprio all'ingresso del paese. Lì mi sono scontrato verbalmente con gli occupanti... ma la situazione è stata quietata dall'anziano genitore... Elia Banshee. Il vecchio Elia... che mi conosceva fin da bambino... mi ha informato dei cambiamenti negativi della città e dello stato attuale degli affari.
La cittadina è interamente in mano al tiranno... Mister Furlan. L'uomo che mi aveva diffamato da ragazzo è lo stesso che ha ridotto mio padre sul lastrico con l'usura... appropriandosi della nostra fattoria. Ma non solo. I miei due fratelli sono morti in un'imboscata sempre organizzata da Mister Furlan... e lo sceriffo fantoccio... suo complice... aveva insabbiato tutto. Mia sorella Jessica... che ora ha diciotto anni... è costretta a lavorare come prostituta nel locale saloon... controllato sempre da lui.
Elia mi ha rivelato che la fattoria gli è stata assegnata dallo stesso Furlan... e che lui lavora lì come semplice fattore alle sue dipendenze... pagato una miseria... dato che la sua vera casa in paese gli è stata sottratta in modo meschino dal tiranno. Irritato e furibondo per la morte dei miei genitori... dei miei fratelli... e per la sorte di mia sorella Jessica... unica sopravvissuta della mia famiglia... ho giurato vendetta. Colpirò il tiranno nel modo più atroce e crudele possibile.
Con l'aiuto di Roxy e Jenna... oramai temprate dal loro passato e dagli eventi trascorsi con me... ex ragazze da saloon trasformate in due ragazze di cuoio abili cacciatrici e letali gunslinger... siamo montati in sella. Ci siamo avviati verso l'ingresso in paese.
Il nostro ingresso a Saint Ulderico... tra i nitriti dei cavalli e il rumore degli zoccoli al piccolo trotto... attira subito la curiosità degli abitanti... che sostano immobili sotto le verande delle case. Quella marcia attira anche l'attenzione dello sceriffo fantoccio... Greg Furlan... cugino del tiranno... e dei suoi due aiutanti.
Giunti quasi al centro del paese... con i cavalli al passo... ci troviamo la strada sbarrata dallo sceriffo e dai suoi due vice... che imbracciano i fucili Spencer. Lo sceriffo... con tono arrogante e minaccioso... ci urla contro chiedendoci chi siamo e cosa siamo venuti a fare a Saint Ulderico. Ci dice che se siamo venuti a cercare grane... le abbiamo appena trovate.
Io mantengo una calma fredda... controllata. Alzo lentamente il capo... fissando lo sceriffo dritto negli occhi con il mio sguardo di ghiaccio.
Roxy e Jenna... senza fare nemmeno una piega... muovono le braccia e spostano lentamente i loro spolverini di cuoio. Mostrano i loro gioielli d'acciaio lucido... due magnifiche Colt .45 con il calcio in madreperla. Armi che solo dei veri professionisti della morte sanno maneggiare con simile destrezza.
L'effetto è immediato. I fucili Spencer dei due vice cominciano a tremare vistosamente in mano ai loro possessori... dando chiaramente a intedere che sono già in preda al panico. Lo sceriffo Greg Furlan impallidisce di colpo... sbiancato come se avesse visto un fantasma. Ha già capito che la situazione potrebbe finire molto male per lui.
Le mie pard hanno l'aspetto di due professioniste pronte a scatenare l'inferno. Lo sceriffo viene subito disarmato moralmente. È un uomo troppo abituato a stare comodo dietro le spalle di qualcuno... ma questa volta sa bene che reagire significa farsi male sul serio. La sua spocchia si è sciolta... e la via verso il saloon è ufficialmente aperta.
I nostri cavalli avanzano a passo lento... ritmico... implacabile... verso le porte a battente del locale. Ma il cugino del tiranno non è rimasto fermo a guardare. Sconvolto dal terrore... con le gambe che ancora gli tremavano... è corso direttamente a piagnucolare da Mister Furlan.
È scivolato dal retro del locale... salendo trafelato i gradini di legno fino al privè sopraelevato... dove il padrone del paese stava brindando e gestendo i suoi affari. Aveva il volto bagnato di sudore... e il respiro mozzo per l'ansia.Mister Furlan lo ha guardato con sdegno... infastidito da quella debolezza inaccettabile. Gli ha chiesto cosa diavolo fosse successo là fuori per ridurlo in quel modo.
Ed Furlan... con una voce spezzata dalla paura... gli ha sputato in faccia l'avvertimento più cupo. Gli ha raccontato di aver appena incontrato tre anime dannate in mezzo alla strada.
Ha stretto i pugni... confessando al cugino che quelle tre ombre non erano normali piantagrane. Gli ha detto che non aveva mai visto niente di simile... e di avere visto la morte nei loro occhi.
Mister Furlan ha tolto lentamente il sigaro dalle labbra... stringendo le pupille. Per la prima volta dopo dodici anni... un'ombra di dubbio ha attraversato il suo volto elegante. L'eco di quella notte del milleottocentocinquantasei cominciava a vibrare nell'aria. Le anime dannate erano arrivate a Saint Ulderico. E le porte del saloon stavano per spalancarsi.
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